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Quanto guadagnano il Papa, i cardinali, i vescovi, i preti e le suore?

Il Motu Proprio fortemente voluto da Papa Francesco ha ridotto gli stipendi della curia romana e di tutti i porporati sparsi nel mondo. Ogni religione ha una sua struttura gerarchica per l’amministrazione del culto e per questo l’aspetto economico riveste un ruolo importante anche nei dicasteri ecclesiastici. Molti credenti si chiedono dunque quando percepiscono i prelati impegnati a vario titolo nelle chiese e nelle sedi episcopali. In questo articolo scopriremo come vengono calcolati gli stipendi e quanto guadagnano il Papa, i suoi cardinali, i vescovi, i preti e le suore.

Come vengono calcolati i compensi della curia ecclesiastica?

Come ogni settore lavorativo anche la Chiesa ha una sua struttura con ruoli e responsabilità ben definite da una rigida gerarchia. Contano molto l’anzianità, il prestigio e l’esperienza maturata in un determinato ruolo. È proprio la posizione raggiunta in questa scala a determinare significativamente  il valore dello stipendio percepito. Il Vaticano calcola il valore della retribuzione con un sistema molto rodato: in base all’anzianità spetta un punteggio. Ovviamente intervengono anche altri fattori nella definizione del compenso, ma il principale è senza dubbio l’esperienza maturata. Negli ultimi anni Papa Francesco ha predicato una maggiore sobrietà e promosso una maggiore trasparenza nella gestione dei conti. Gli stipendi sono stati ritoccati per contenere le perdite ritenute eccessive. I tagli sono stati calcolati per ogni figura della curia e vengono applicati con una percentuale. Inoltre sono stati bloccati tutti gli scatti di anzianità fino al 2023. Vediamo dunque quanto guadagnano le figure principali del Vaticano.

Quanto percepiscono il Papa e i suoi prelati?

Papa Francesco ha rinunciato al suo compenso una volta eletto al soglio pontificio. Il rifiuto dello stipendio è stato il suo primo gesto simbolico per stimolare un cambiamento di rotta nella gestione dei conti del Vaticano. Pur non avendo uno stipendio il Papa può sempre usufruire dell’Obolo di San Pietro. Un fondo gestito dall’istituto Ior che raccoglie tutte le donazioni versate per scopi benefici. Il suo predecessore percepiva 2500€ al mese mentre i vescovi non possono superare la soglia dei 3000€. In caso di entrate e rendite alternative lo Ior versa solo la quota che occorre per raggiungere il tetto stabilito. Cardinali, arcivescovi e capi di dicastero guadagnano molto di più con stipendi che possono arrivare anche a 5000€. I frati invece non percepiscono nessuna somma di denaro perché hanno fatto voto di povertà prima di entrare nell’ordine religioso. Francescani, gesuiti, carmelitani e domenicani vivono nei conventi strutturati come delle comunità autosufficienti. Il sostentamento dipende dunque dal lavoro e dalle donazioni dei fedeli. Anche le suore non ricevono nessun stipendio, ma se svolgono dei lavori all’interno della comunità ecclesiastica, come l’insegnamento ad esempio, possono percepire un contributo economico. Alcune monache svolgono delle professioni e in questo caso la retribuzione è stabilita dal contratto nazionale in base alla categoria professionale. Un prete, infine, può arrivare a guadagnare una somma che si aggira tra i 1000 e i 1200 euro al mese. Il sacerdozio può essere paragonato ad un lavoro vero e proprio e per questo è prevista una retribuzione economica. Gli stipendi vengono erogati da 3 fonti:

  1. Donazioni
  2. 8 X mille versato dai contribuenti
  3. Ricompense e rendite

Conclusione

Tranne i frati e le suore tutte le figure religiose percepiscono uno stipendio mensile. La somma varia ovviamente in base alla posizione e all’esperienza maturata perché la gerarchia ecclesiastica garantisce a tutti i prelati di fare carriera. Il Motu voluto da Papa Francesco però ha ridotto il volume dei compensi e in futuro potrebbe incidere notevolmente sui compensi degli ecclesiastici.