Gli spazi si possono condividere quando non si possiedono le risorse economiche per l’affitto e l’allestimento di un ufficio tradizionale. Così le spese di gestione vengono suddivise tra le persone che lavorano nel medesimo ambiente.
I costi complessivi calano e con l’aggregazione vengono scambiate pure esperienze e nuove conoscenze. Questo è soltanto l’inizio perché nel coworking abitativo gli uffici vengono combinati anche con gli ambienti domestici.
Un ulteriore passo avanti per i lavoratori da remoto o i freelance alla ricerca di una sistemazione più economica. Diverse figure professionali possono convivere all’interno di un appartamento con spazi domestici e ambienti di lavoro condivisi. Milano offre numerose soluzioni abitative in grado di soddisfare la crescente domanda di locali strutturati per esigenze differenti ed ecco una pratica guida dedicata al coworking abitativo.
Definizione, caratteristiche e modalità operative del coworking abitativo
La condivisione dello spazio disponibile è il principio cardine di questo modello collaborativo. Ecco come i professionisti con competenze differenti possono convivere per ridurre le spese degli affitti, delle utenze e dei servizi.
Gli uffici tradizionali vengono rimpiazzati da abitazioni munite delle attrezzature indispensabili per lo svolgimento di determinati lavori da remoto. L’integrazione tra spazi residenziali e ambienti professionali è diretta conseguenza di due fenomeni contemporanei:
- La diffusione dello smart working
- Il rincaro degli affitti
Con questo tipo di convivenza vengono risolti i problemi logistici ed economici che gravano sulle nuove generazioni di liberi professionisti. Così gli spazi condivisi diventano il fulcro di un modello operativo caratterizzato da una maggiore collaborazione lavorativa e interpersonale.
Le potenzialità per freelance e lavoratori da remoto
Gli spazi domestici e lavorativi vengono condivisi da professionisti alla ricerca di soluzioni a basso costo. Diverse categorie di lavoratori da remoto scelgono il coworking abitativo per contenere le spese degli affitti e suddividere i costi delle attrezzature o dei servizi digitali.
Con la crescita delle start-up sono aumentati anche i liberi professionisti che si occupano di copywriting, social media management, web developing e video editing. Queste figure professionali svolgono la maggior parte delle proprie mansioni da casa, ma necessitano anche di ambienti più stimolanti.
Ecco perché scelgono Milano come punto di riferimento per l’accesso ad un mercato del lavoro in rapida e costante espansione. La capitale italiana dell’economia digitale richiama un numero crescente di liberi professionisti, tuttavia fatica a soddisfare la richiesta di alloggi convenienti e a buon mercato.
I costi derivanti dal coworking abitativo
Gli affitti, le utenze domestiche e le spese condominiali vengono suddivise tra gli inquilini che hanno allestito un ufficio condiviso all’interno dell’appartamento. Oltre queste voci si devono sostenere pure i costi riconducibili alle attrezzature professionali, ai servizi digitali e alle connessioni ad internet.
Le spese possono aumentare quando vengono predisposti degli interventi di ristrutturazione perché la maggior parte degli immobili non risultano idonei per il coworking abitativo. Nel panorama immobiliare italiano persistono ancora le divisioni che contraddistinguono gli edifici residenziali da quelli professionali.
Coworking abitativo a Milano: potenzialità ed opportunità per i liberi professionisti
Nel capoluogo lombardo si possono trovare numerosi uffici condivisi, ma le abitazioni in cui convivono spazi residenziali e professionali costituiscono una vera e propria novità. Tuttavia, l’ampia e variegata offerta immobiliare è in grado di fornire una soluzione per qualunque esigenza.
È col supporto dell’agenzia immobiliare le Terrazze che si possono individuare le case più adeguate per la convivenza abitativa a Milano. Una città considerata la pioniera degli spazi condivisi che adesso si appresta a diventare pure la promotrice di un nuovo modello operativo. Con la progressiva integrazione tra gli spazi residenziali e professionali, Milano pone le basi per un ulteriore passo avanti nel mondo dell’economia digitale perché è solo qui che i lavoratori da remoto possono trovare un’alternativa ai classici ambienti professionali.
